Che cos’è il Loto Blu Egiziano, la rara pianta usata nei rituali sessuali psichedelici dell’antichità?

Quando ‌Howard⁢ Carter ‍scoprì ‍famosamente la tomba di Tutankhamon nel 1922, trovò ⁤il corpo​ del faraone coperto dai petali di un tipo di⁢ ninfea noto come loto blu. ‍Contenente due⁣ alcaloidi⁤ psicoattivi, il fiore produce effetti allucinogeni e ‌si pensa che⁢ fosse ingerito⁣ durante rituali erotici antichi in cui i partecipanti cercavano di comunicare ⁢con la dea Hathor. ⁢Come dea ‌dell’amore e ​dell’ebbrezza, Hathor ‍era⁣ considerata un tramite per⁤ il regno spirituale attraverso esperienze estatiche⁢ ed era il‌ fulcro di un popolare culto che partecipava a festival‍ di‌ una settimana di ‍bevute, danze e atti amorosi. Alcuni studiosi hanno persino suggerito che le giovani​ devote di ​Hathor potessero essere deflorate con falli ⁤di ‍legno che‍ venivano poi offerti alla dea nella necropoli reale di Deir el-Bahari. Gli egittologi pensano che questi rituali sfrenati fossero alimentati da vino ‌infuso⁢ con⁣ il loto blu psichedelico.⁣ Le prove di‌ questa pratica ⁣provengono⁢ da⁣ fonti⁣ antiche come il Papiro di Torino, che raffigura ⁢il fiore sopra‌ le ​teste delle donne impegnate⁢ in atti erotici. Recenti analisi chimiche del loto blu (Nymphaea caerulea) hanno rivelato che contiene i ‍composti psicoattivi apomorfina⁣ e nuciferina, entrambi influenzano la segnalazione ‌della dopamina e della serotonina per ‍produrre i loro ⁢effetti allucinogeni. Nel 2000, l’apomorfina è stata riconosciuta per il suo ⁣potenziale come trattamento per la disfunzione ⁢erettile e l’impotenza,‍ suggerendo che gli⁤ antichi ⁢egizi potessero aver intuito qualcosa quando usavano il fiore per aumentare la loro sensualità. È anche degno di nota che gli​ antichi Maya veneravano una pianta correlata chiamata ⁣Nymphaea ampla in modo simile.‌ I ricercatori pensano che queste due varietà di‍ ninfea potessero ⁢avere effetti comparabili ‍sulla ​coscienza e sull’eccitazione⁣ sessuale, portando a pratiche e credenze ​sorprendentemente simili in Nubia ​e Mesoamerica. Tuttavia, gli egizi non ‌usavano il loto blu solo per il sesso.‌ I papiri medici menzionano il fiore come​ ingrediente ‌in varie pozioni progettate per⁤ trattare malattie ⁢del fegato e dello stomaco, e persino come un edema. ⁢Il loto blu è anche citato numerose‍ volte nel Libro dei Morti egiziano e si crede che fosse usato durante i riti funerari. Ad esempio, alcuni degli incantesimi in questo famoso testo mortuario evidenziano l’associazione ⁢del fiore con la rinascita e l’immortalità, e la sua ⁢presenza nelle tombe reali potrebbe rappresentare una connessione tra i faraoni e gli dei. Purtroppo, ⁢però, ⁢il vero loto blu ‌egiziano è estremamente difficile da trovare al ⁤giorno d’oggi. La costruzione della diga di Assuan sul Nilo è stata accreditata di aver distrutto l’habitat nativo della pianta, portando alla sua classificazione come specie minacciata. Nonostante ciò, i prodotti a base di⁣ loto blu ⁤sono ampiamente‍ pubblicizzati e venduti online, ‍spesso‌ come aiuti per il sonno o rimedi calmanti. ⁣Tuttavia, un’analisi recente ⁢da‌ parte dei ricercatori dell’Università ​della​ California, Berkeley,⁣ ha ‍scoperto‍ che questa merce tipicamente non contiene loto⁣ blu, ma consiste in una varietà ‌simile​ di ninfea che ha livelli di nuciferina⁣ molto‍ più bassi e nessuna proprietà⁢ psicoattiva.‌ Hathor,⁤ si immagina, ⁣non approverebbe.


Pubblicato

in

da

Tag: