Le prospettive sull’invecchiamento variano notevolmente a seconda della cultura, con le società occidentali che spesso associano la giovinezza alla salute e al successo. Sebbene l’invecchiamento sia un processo naturale, è legato a numerosi problemi di salute, spingendo gli sforzi scientifici a comprendere meglio i suoi meccanismi. A livello molecolare, l’invecchiamento deriva dall’accumulo di danni cellulari, portando a un declino fisico e cognitivo, a un aumento del rischio di malattie e, alla morte. I ricercatori sanno da tempo che i telomeri — le protezioni alle estremità dei cromosomi — giocano un ruolo chiave nell’invecchiamento cellulare. Ogni volta che una cellula si divide, i telomeri si accorciano leggermente. Fattori come lo stress cronico, uno stile di vita sedentario e il sonno insufficiente possono accelerare questo processo. Col tempo, i telomeri diventano così corti da non poter più proteggere il DNA, portando a disfunzioni cellulari e invecchiamento.
Un team di ricerca della Duke University e dell’Università della California, San Francisco, ha recentemente studiato gli effetti dell’ibernazione e della privazione di cibo nei lemuri nani. I loro risultati, pubblicati su Biology Letters, suggeriscono che questi piccoli primati possono invertire l’invecchiamento cellulare, offrendo potenziali spunti per la ricerca sulle malattie legate all’età.
Metabolismo durante l’Ibernazione
Durante l’ibernazione, i mammiferi attraversano fasi di depressione metabolica, note come torpore, che sono occasionalmente interrotte da brevi periodi di aumento della temperatura corporea (eutermia) per mantenere la sopravvivenza. La funzione principale di questo processo è conservare energia durante periodi di scarsità di cibo e condizioni ambientali estreme. Questi cambiamenti metabolici creano uno scenario ideale per studiare la dinamica dei telomeri, poiché i telomeri rispondono a cambiamenti fisiologici drastici. I lemuri nani dalla coda grassa, gli unici primati noti per ibernare per lunghi periodi, trascorrono fino a sette mesi in ibernazione. Riducono la loro frequenza cardiaca del 96 percento e riducono la respirazione a una volta ogni 10 minuti, svegliandosi brevemente solo una volta alla settimana per riscaldarsi.
Ringiovanimento Cellulare Temporaneo
Per esaminare l’impatto dell’ibernazione sui telomeri, i ricercatori hanno indotto l’ibernazione in 15 lemuri nani presso il Duke Lemur Center abbassando le temperature a circa 10-13 gradi Celsius. I lemuri sono stati divisi in due gruppi: uno è rimasto completamente dormiente, affidandosi al grasso immagazzinato per sopravvivere, mentre l’altro aveva accesso al cibo quando era sveglio e attivo. I campioni genetici raccolti tramite tamponi buccali e analizzati utilizzando qPCR hanno rivelato che i telomeri nei lemuri in ibernazione non solo evitavano di accorciarsi, ma in realtà si allungavano.
“I risultati erano nella direzione opposta a quella che ci si aspetterebbe,” ha detto l’autrice dello studio Lydia K. Greene in un comunicato stampa. “All’inizio, pensavamo che ci fosse qualcosa di sbagliato nei dati.” Tuttavia, ulteriori analisi hanno confermato i risultati: i lemuri che hanno sperimentato un torpore più profondo hanno mostrato un significativo allungamento dei telomeri, mentre quelli che si svegliavano periodicamente per mangiare mantenevano lunghezze dei telomeri stabili. Questo effetto, tuttavia, era temporaneo — entro due settimane dall’uscita dall’ibernazione, i telomeri dei lemuri tornavano alle loro lunghezze originali. Secondo l’autrice principale Marina Blanco, questo allungamento potrebbe servire come meccanismo protettivo contro i danni cellulari che potrebbero altrimenti verificarsi durante le fasi di riscaldamento periodico.
Risposte allo Stress che Estendono la Vita
I lemuri nani non sono gli unici mammiferi che mostrano un allungamento dei telomeri in risposta a stati metabolici estremi. Gli astronauti e gli scienziati che lavorano nelle profondità marine, che sperimentano periodi prolungati di metabolismo alterato, hanno mostrato cambiamenti telomerici simili. Blanco ipotizza che i lemuri abbiano sviluppato un meccanismo per migliorare la sopravvivenza cellulare allungando temporaneamente la lunghezza dei telomeri, contribuendo potenzialmente alla loro maggiore longevità rispetto ai primati non ibernanti. Questo risultato solleva anche domande sulla connessione tra privazione di cibo e allungamento dei telomeri, sebbene il legame diretto con la longevità rimanga poco chiaro. Questi risultati evidenziano la complessa relazione tra dinamica dei telomeri, bilancio energetico e ibernazione. Comprendere i meccanismi dietro questo fenomeno potrebbe aprire la strada allo sviluppo di trattamenti nuovi e sicuri per rallentare o prevenire le malattie legate all’età negli esseri umani.