Voglio credere — ma un’altra massiccia ricerca di tecnosegnali alieni non ha portato a nulla

Il radiotelescopio Very Large Array (VLA) nel New Mexico, USA. Cacciare civiltà aliene non significa solo aspettare che si presentino; è un lavoro che richiede di setacciare enormi volumi di dati alla ricerca di segnali peculiari. La buona notizia è che gli astronomi hanno sviluppato un metodo efficiente per fare esattamente questo. La cattiva notizia è che non hanno ancora trovato nulla. Sembra una supposizione ragionevole che, se altre civiltà esistono nell’universo, alla fine scopriranno come emettere potenti trasmissioni radio. Le onde radio sono capaci di attraversare grandi distanze interstellari, quindi rappresentano un ottimo biglietto da visita. Questa è l’assunzione fondamentale per la ricerca di intelligenza extraterrestre (SETI). Segnali radio strani potrebbero essere un segno di una trasmissione artificiale da parte di una specie aliena. Ma la nostra galassia, la Via Lattea, è piena di emissioni radio di ogni tipo, dalle stelle esplosive al ronzio vibrante del campo magnetico galattico. Inoltre, l’umanità ha sviluppato una particolare predilezione per le trasmissioni radio, quindi qualsiasi ricerca radio per alieni deve affrontare enormi quantità di segnali causati dall’uomo.

Le precedenti ricerche SETI hanno scansionato grandi aree del cielo e segnalato qualsiasi cosa interessante che emergesse. Poi, i ricercatori hanno esaminato manualmente i risultati segnalati, cercando segni di trasmissioni artificiali mentre escludevano potenziali cause di interferenze umane. Le precedenti ricerche SETI sono anche risultate completamente vuote, il che non è una grande sorpresa, dato che questa tecnica semimanuale limita la quantità di dati che ogni team di ricerca può elaborare.

Entra in gioco COSMIC, il Commensal Open-source Multi-mode Interferometric Cluster. COSMIC è un sistema di computer e software che si appoggia a quello del Karl G. Jansky Very Large Array, l’iconico array radio situato nel deserto del New Mexico. COSMIC è progettato per automatizzare il più possibile il processo di ricerche SETI. Combinando una rapida elaborazione e una serie di filtri restrittivi, il sistema cerca segnale dopo segnale, decidendo se è probabile che sia artificiale e, in tal caso, determinando se corrisponde alla firma di una fonte terrestre conosciuta.

In particolare, COSMIC cerca segnali radio molto focalizzati, suggerendo che provengano da una fonte molto piccola, come una superficie planetaria. Successivamente, cerca lo spostamento Doppler di quel segnale radio. Se il segnale proviene da un pianeta, il movimento del pianeta sposterà il segnale verso il rosso o verso il blu, a seconda che il pianeta si stia allontanando o avvicinando a noi quando il segnale è stato emesso. Se il sistema trova un segnale che corrisponde a queste proprietà, viene segnalato e avanzato alla fase successiva di filtraggio.

Gli astronomi dietro COSMIC conoscono le proprietà delle emissioni radio terrestri. Questa emissione artificiale indesiderata segue particolari proprietà statistiche. Se il segnale di interesse segnalato corrisponde a queste proprietà, il segnale viene rifiutato. Qualsiasi segnale rimanente viene quindi segnalato per ulteriori revisioni.

Il sistema COSMIC fa parte del VLA Sky Survey, che ha completato una scansione di circa l’82% del cielo dell’emisfero settentrionale. In totale, il sistema COSMIC ha analizzato oltre 950.000 puntamenti individuali del telescopio. Sebbene il sistema inizialmente abbia segnalato migliaia di segnali potenzialmente interessanti, nessuno ha superato tutti i passaggi di filtraggio. In altre parole, una ricerca radio profonda di una buona parte dell’emisfero settentrionale non ha trovato segnali radio artificiali.

Sebbene questo sia inizialmente scoraggiante, questo risultato rappresenta comunque un importante avanzamento nella nostra ricerca di vita aliena. Possiamo usare questi dati per restringere le probabilità di vita che appare su qualsiasi pianeta, e ora abbiamo uno strumento prezioso per raccogliere ed elaborare dati in future indagini, che potrebbero rivelare qualcosa di molto più interessante.


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