Il sapore della carne umana è stato descritto in modo diverso da coloro che l’hanno assaggiata. Scopri cosa dicono le testimonianze e quali sono i rischi legati al cannibalismo.
Il sapore della carne umana ha suscitato curiosità e discussioni per secoli. Mentre il cannibalismo è un tabù in quasi tutte le culture, ci sono testimonianze dirette di chi l’ha praticato. Alcuni affermano che assomigli alla carne di maiale, altri la descrivono come dolciastra o insipida. Ma cosa dice la scienza su questa macabra questione?
Le diverse descrizioni del sapore umano
I racconti sul sapore della carne umana provengono da fonti inquietanti. Il giapponese Issei Sagawa, noto per aver mangiato parti del corpo di una sua collega, ha descritto il tessuto delle natiche come morbido e simile al sashimi di tonno, mentre i fianchi risultavano piuttosto insipidi. Il suo racconto suggerisce che la consistenza vari molto a seconda della parte del corpo.
Testimonianze di chi ha praticato il cannibalismo
Armin Meiwes, il “cannibale di Rotenburg”, ha riferito che la carne umana ha un sapore simile al maiale, ma leggermente più amara e sostanziosa. Secondo Meiwes, la carne proveniente da zone più muscolose risulta più saporita, mentre altre parti sono più tenere.
L’antropologo Tobias Schneebaum, che visse con tribù cannibali in Amazzonia, la descrisse come dolciastra, un’opinione condivisa da alcuni esploratori. Altri sostengono che il sapore possa ricordare il pollo, suggerendo che la dieta dell’individuo potrebbe influenzare il gusto della sua carne.
Ma non sono solo le testimonianze dirette a fornire indizi sul sapore della carne umana. Alcuni chef e scienziati gastronomici hanno provato a riprodurre il gusto usando ingredienti alternativi. Esperimenti culinari indicano che una miscela di vitello, maiale e pollo potrebbe avvicinarsi a quello che potrebbe essere il sapore della carne umana, almeno in termini di consistenza e succosità.
La carne umana dal punto di vista nutrizionale
Se si considerasse la carne umana come fonte alimentare, emergerebbero alcune sorprese. Uno studio condotto dall’Università di Brighton ha evidenziato che la carne umana non è particolarmente nutriente. Un uomo adulto contiene circa 81.472 calorie, ma gran parte proviene dai tessuti adiposi, rendendola un alimento poco efficiente dal punto di vista energetico. Inoltre, rispetto alla carne di altri animali, fornisce meno proteine e più grassi, rendendola inadatta come alimento regolare.
Anche la composizione chimica della carne umana suggerisce che il suo valore nutrizionale sia inferiore rispetto a quello degli animali allevati per il consumo umano. La quantità di aminoacidi essenziali è inferiore rispetto a quella del manzo o del pollo, mentre il contenuto di grassi saturi risulta più elevato. Questo rende la carne umana meno adatta a una dieta equilibrata.
Rischi per la salute legati al cannibalismo
Oltre alle questioni etiche, il consumo di carne umana comporta seri rischi sanitari. Nelle popolazioni della Papua Nuova Guinea, il cannibalismo rituale ha portato alla diffusione della malattia di Kuru, una patologia neurodegenerativa simile al morbo della mucca pazza. Questa malattia, causata dall’accumulo di prioni nel cervello, è fatale e altamente contagiosa tra chi consuma tessuti umani infetti.
Inoltre, il cannibalismo può favorire la trasmissione di malattie infettive, poiché batteri e virus umani sono più adatti a colpire altri esseri umani. Questo aumenta il rischio di contrarre infezioni letali.
Un altro pericolo è rappresentato dalla bioaccumulazione di tossine. Il corpo umano assorbe metalli pesanti e altre sostanze nocive dall’ambiente, che possono accumularsi nei tessuti. Consumare carne umana potrebbe esporre il cannibale a elevate dosi di queste sostanze, con effetti dannosi a lungo termine.
Conclusione
Sebbene le testimonianze sul sapore della carne umana siano discordanti, il cannibalismo rimane una pratica condannata a livello globale. Oltre all’orrore morale, i rischi sanitari, la scarsa resa nutrizionale e i pericoli per la salute lo rendono insostenibile da ogni punto di vista.