Star Trek: Section 31’ ci ha fatto riflettere… Dovresti fare i compiti prima di guardare un film?

(Immagine: Paramount) Iniziamo con un piccolo esperimento mentale. È sabato sera e ⁤noti un nuovo film⁢ di “Star Trek” sulla tua homepage di Paramount+. Non sei un fan sfegatato, ma ti ⁢è‌ piaciuto “The ​Next Generation”, “The Wrath ⁤of⁢ Khan” e il reboot di JJ Abrams. Sei anche attratto dal fatto che questa versione interstellare di “Mission: Impossible” è interpretata da Michelle Yeoh, che ha ⁣recitato al fianco di James Bond in “Tomorrow Never Dies”, ‍è apparsa recentemente⁤ in “Wicked” e ha ‍vinto⁣ un Oscar⁣ per ‌”Everything Everywhere All at Once”. Vale la pena provarlo, giusto?

MINORI SPOILER PER “STAR TREK: SECTION 31”‌ A ​SEGUIRE

Il flashback⁤ iniziale di‍ “Star Trek: Section 31” introduce una giovane donna (interpretata da Miku Martineau) che uccide la sua famiglia per ‌dimostrare di essere degna di guidare un’entità ‍sadica conosciuta come l’Impero Terrestre. Stranamente, però, non è‍ lei la cattiva della storia. Invece, è la⁤ versione‍ più ⁤giovane di un antieroe ⁤che‌ incontriamo — ora⁣ interpretato da Yeoh — ⁣in un bar futuristico ‌da qualche parte fuori ⁣dallo spazio della Federazione. Come spiega brevemente una missione, il nome di questa donna è ‍Philippa Georgiou. È una sorta ⁣di paradosso che, a meno che tu ⁢non abbia già visto “Star Trek: Discovery”, non sapresti di dover conoscere. Ma se avessi ⁣visto le prime tre stagioni dello show, sapresti che Georgiou governava l’Impero Terrestre ​nell’universo parallelo dello Specchio (vedi ⁣anche:‌ episodio della Serie​ Originale “Mirror, Mirror”). E che è ‍fuggita nella linea temporale principale (rif: stagione 1 di ⁢“Discovery”), prima di seguire il ⁢resto dell’equipaggio della Discovery nel lontano futuro​ del 32° secolo (rif:‍ stagione 2 di “Discovery”, episodio “Such Sweet Sorrow, Part‌ 2”).

(Immagine: Paramount) ‍Sapresti anche che è stata successivamente trasportata indietro nel passato (rif: stagione⁤ 3 di “Discovery”, episodio “Terra Firma,‌ Part⁢ 2”) da un portale senziente noto come il Guardiano dell’Eternità (rif: ‌episodio della Serie Originale “The ​City on the Edge of Tomorrow”). E che ha ‍avuto un breve periodo di ⁤lavoro ‌per la sezione omonima, la Sezione 31, la risposta della Flotta Stellare alla CIA o MI6, la cui mancanza di rispetto per le procedure standard della Federazione è‍ leggendaria‌ (rif: “Deep Space⁣ Nine”, “Enterprise”, ⁣“Star Trek into Darkness”, “Discovery”, “Lower Decks”). Se tutto questo era una novità per te, beh, sei un po’ per conto tuo perché — ‌a parte stabilire⁢ che proviene⁣ da una dimensione parallela e ha fatto molte cose brutte — ​“Section 31” ⁤fa poco sforzo per spiegare il retroscena di Georgiou. E nemmeno i fan sfegatati ‍possono saltare completamente la ⁣lettura ‍del background, perché l’unico indizio dato sul posto del film nella timeline di “Star Trek” è la data stellare, ‍1292.4. (A meno che⁢ tu non sia‍ già un capitano della ⁢Flotta ‌Stellare, probabilmente⁤ non ti renderesti conto che questo equivale a qualche decennio prima di “The Next‌ Generation”.)

Tecnicamente non è necessario sapere tutto⁣ questo per ‌guardare ‍“Section 31”. Dopotutto, sembra più un grande, ⁢stupido ⁢film d’azione degli anni ’90 che una ⁢giornata media sull’astronave Enterprise, e condivide un tessuto connettivo minimo con i​ precedenti “Trek”. Anche così, non si può negare che​ sei in‌ svantaggio se non hai una ‍conoscenza pregressa del retroscena di Georgiou, o anche della dubbia ⁤storia della Sezione 31.

Tutte queste considerazioni sollevano alcune domande importanti: ‍quanto dovrebbero presumere i registi che il loro pubblico sappia in​ anticipo? Dovremmo semplicemente accettare che fare ⁣i compiti sia ora una parte integrante dell’esperienza di⁣ visione dei franchise?

(Immagine: Paramount) Ogni ⁢volta che guardi un sequel o una serie TV serializzata, si presume che tu⁢ abbia visto l’episodio o gli episodi precedenti. Nessuno si aspetterebbe ⁤che tu ‍guardassi “The‍ Empire Strikes Back” senza prima aver visto “A New Hope”,‌ per esempio, mentre “The Return ‍of‌ the King” sarebbe impenetrabile se non avessi già letto/visto ⁤i suoi ‌predecessori della⁢ Terra di Mezzo. Chiunque⁢ inizi a guardare “Game‍ of Thrones” nella ‍quarta ⁢stagione è improbabile ‍che ⁢duri ⁤più di cinque minuti. Ma quando entri nei regni⁣ dei mega-franchise, il volume puro del canone‍ diventa travolgente. Prima di “Section⁤ 31” ci sono stati ben oltre 900 episodi di TV di “Star Trek”, oltre a 13 film. La stragrande maggioranza di questo contenuto⁢ è a pochi clic di telecomando su Paramount+, ma ciò⁤ non significa che tutti abbiano il tempo — o l’inclinazione —‌ di lavorare ​attraverso ​episodi chiave, solo ‍per⁣ colmare alcune lacune nel retroscena di un personaggio.⁣ È più facile leggere ⁢le pagine rilevanti ‌sull’enciclopedia online di⁣ “Trek”, Memory Alpha.

Negli ultimi‌ anni, l’universo condiviso in ​espansione di “Trek” ha anche fatto una virtù del fatto‍ che ogni show è diverso. Ora è del tutto⁢ ragionevole apprezzare,⁢ ad esempio, “Star Trek: Picard” ​ma non “Lower Decks”. Il completismo non ⁣è ​— e non dovrebbe ⁣essere — ⁢essenziale.

(Immagine: LucasFilm) “Star Trek”⁢ non è solo in questa eccessiva ⁢dipendenza dal suo vasto canone. È ‌stato sicuramente utile sapere un po’ dell’era⁢ dell’Alta Repubblica⁣ (precedentemente rappresentata in libri e fumetti) prima di immergersi nello show di breve durata “Star Wars” “The Acolyte”. E, oltre ​al tradizionale⁢ crawl di ⁣apertura di‌ “Star Wars”, “Ahsoka” avrebbe dovuto avere un avviso pre-credits⁢ che indirizzava gli spettatori verso “The Clone Wars” e “Star‍ Wars Rebels”. Chiunque abbia guardato quegli show animati in ‌anticipo ‌aveva una ‍comprensione molto migliore⁢ del perché⁣ trovare l’aspirante Jedi Ezra Bridger e il Grande⁣ Ammiraglio Imperiale Thrawn fosse così importante.

L’Universo Cinematografico Marvel, ​nel frattempo, ⁤ha funzionato brillantemente mentre i 23 film della Saga dell’Infinito si​ stavano ⁣costruendo fino alla conclusione ⁢epica di “Avengers: Endgame”. Ma poiché le serie ⁢TV e i ​multiversi sono diventati parte di un’equazione sempre⁣ più complessa nelle Fasi ⁣4, 5 e oltre, ​ti senti quasi obbligato a coprire‍ le pareti con grafici e diagrammi‌ solo per ‍tenere il passo.⁢ L’ultimo capitolo ‍“Captain America: Brave New World”​ (nei cinema ⁤ora) si appoggia pesantemente agli eventi del secondo film del MCU, “The Incredible Hulk” del 2008, un’uscita che a) ha poco a che ‌fare ⁢con Captain America; b) è ⁣vecchia di oltre un decennio e mezzo; e c) è ampiamente considerata una delle ⁤voci più dimenticabili del canone.

(Immagine: Disney / Marvel) Nessuna di queste lamentele è intesa a⁤ sminuire l’importanza di battute intelligenti e riferimenti alle avventure passate. Tali cose sono da tempo il pane quotidiano dei più grandi franchise di fantascienza, e, per i fan, c’è un’indubbia emozione quando sei l’unica ⁢persona nella stanza che coglie il significato nascosto in un cameo o in un commento casuale. Ma è cruciale che non‍ importi se sapevi o meno⁢ che Turkana IV — un pianeta menzionato⁤ alla ‌fine di‌ “Section 31” — è il pianeta⁤ natale di Tasha Yar ⁢di “The Next Generation”. È puro fan service che ha zero impatto sulla trama. Quindi, mentre‌ le note ⁤a piè di pagina in ⁣stile ‍“Across the ‌Spider-Verse” o i glossari completi (ha ‍funzionato per il ‍romanzo originale‍ di “Dune” di ‌Frank Herbert…) ‍sarebbero probabilmente ⁤eccessivi, le grandi cose‌ sui retroscena dei⁤ personaggi e la geopolitica degli universi paralleli meritano una spiegazione adeguata sullo schermo — che siano state⁤ o meno riferite altrove nel franchise. Perché se “Star Trek”, “Star‍ Wars”, Marvel e il resto diventano⁢ interamente dipendenti dai completisti, non avranno molto⁣ futuro. E poi, ⁢tenere il passo ​con il tuo intrattenimento⁢ preferito⁢ non dovrebbe sembrare⁣ un lavoro.

“Star Trek: Section 31” è ‌disponibile in streaming ora su Paramount+.


Pubblicato

in

da

Tag: