Scoperto stato insolito dell’acqua: il ghiaccio plastico VII

Il ghiaccio plastico VII è un nuovo⁤ stato dell’acqua, scoperto grazie a esperimenti ad ⁣alta pressione​ e temperatura. Le sue ⁣proprietà⁢ uniche suggeriscono che potrebbe esistere su pianeti alieni e lune ghiacciate, aprendo nuove prospettive sulla ricerca astrobiologica.

L’acqua,‍ elemento essenziale per la vita, ha sempre ‍affascinato gli scienziati per la sua capacità di esistere in⁢ diverse forme. Oltre ai classici stati solido, liquido e gassoso, un nuovo stato dell’acqua, il ghiaccio plastico VII, ha recentemente catturato l’attenzione della ⁤comunità scientifica. ‌Questo stato, ‌definito ibrido per le‌ sue caratteristiche uniche, potrebbe trovarsi in condizioni estreme su pianeti ⁤alieni e satelliti ghiacciati. La scoperta è stata possibile grazie a esperimenti condotti presso l’Istituto francese Laue-Langevin (ILL), dove l’acqua è‍ stata sottoposta a pressioni e temperature ‍elevatissime. ‌Ma cosa rende questo stato ​così straordinario?

Gli scienziati hanno osservato per la prima volta il ghiaccio plastico VII, uno stato dell’acqua che​ si manifesta in condizioni di‍ estrema⁤ pressione ‌e temperatura. Attraverso sofisticati esperimenti, hanno ricreato un​ ambiente simile a ‌quello ⁢che potrebbe esistere su pianeti lontani o lune ghiacciate. Il ghiaccio ‍plastico VII si ‌distingue per una caratteristica unica: pur avendo una⁣ struttura cristallina solida, le sue molecole‌ d’acqua si ‍muovono con una rapidità sorprendente, quasi come se fossero ancora allo ‌stato liquido. Questo comportamento‌ lo rende una forma ibrida dell’acqua, mai ​osservata​ prima in natura. Per ottenere questo stato, gli scienziati hanno sottoposto l’acqua a condizioni di pressione estreme, creando un ambiente che potrebbe‍ replicare quello di alcuni mondi ​alieni nel nostro ⁢sistema solare ⁤o oltre.

Un aspetto intrigante della scoperta è il fatto che​ il ghiaccio plastico VII potrebbe rivelare‍ nuove informazioni sulla fisica dell’acqua e sulle sue proprietà in condizioni estreme. Le implicazioni sono vaste, dalla comprensione della dinamica dell’acqua nelle ⁤profondità della Terra fino allo studio ⁣di potenziali oceani sotterranei ⁤su esopianeti.

Un nuovo studio pubblicato su Nature ha documentato la scoperta di questo stato​ insolito dell’acqua. Per ottenere il ghiaccio plastico​ VII, i ricercatori hanno applicato una pressione pari a sei gigapascal (60.000 volte la pressione atmosferica terrestre) e hanno portato⁤ l’acqua a ⁣una temperatura di 327 °C. Queste condizioni estreme hanno ⁤permesso di osservare un comportamento mai visto prima: le​ molecole d’acqua,⁣ pur organizzandosi in un reticolo cristallino cubico, mantengono un ⁢movimento ⁢rotatorio rapido, simile a quello dell’acqua ⁢liquida. Come spiegato dalla dottoressa Livia Eleonora Bove, direttrice‍ di ricerca presso il CNRS e docente alla Sapienza di Roma, il ‍ghiaccio plastico VII⁤ unisce proprietà del ghiaccio e dell’acqua liquida, dando vita a uno stato completamente nuovo.

La scoperta del ghiaccio plastico VII ha implicazioni che vanno ben oltre la Terra, ⁢suggerendo che forme d’acqua insolite possano esistere su altri corpi celesti. Uno degli aspetti più affascinanti è che questo stato dell’acqua potrebbe spiegare il comportamento di alcuni mondi ghiacciati del ⁤nostro sistema solare. Ad esempio,⁣ su lune come Europa e Ganimede, dove si sospetta la presenza di oceani sotto la superficie,⁤ il ghiaccio plastico VII potrebbe esistere in strati profondi, influenzando la geologia e persino la possibilità di ospitare forme di vita microbica. Inoltre, ‍la scoperta suggerisce che su alcuni esopianeti super-terrestri, dove ‍le ​condizioni di pressione e temperatura sono ancora più ⁤estreme ⁤di quelle terrestri,‍ potrebbero esistere altri stati esotici dell’acqua ancora sconosciuti. Questo apre nuove ​strade per​ la ricerca ‍astrobiologica⁣ e per la comprensione delle atmosfere e delle superfici di questi mondi lontani.

Le condizioni in cui si forma⁢ questo stato dell’acqua‍ potrebbero essere presenti‌ su pianeti​ ghiacciati e lune del Sistema Solare. I ricercatori ipotizzano⁤ che potrebbe esistere su Nettuno, ​Europa (una delle lune di Giove) o persino Encelado⁣ (satellite di Saturno). Questo stato potrebbe addirittura essere il precursore di forme d’acqua ancora più esotiche, teorizzate ma non​ ancora osservate. Grazie⁢ a tecniche avanzate come la diffusione di neutroni quasi-elastici (QENS), i ⁤ricercatori hanno potuto analizzare la ⁢struttura molecolare del‍ ghiaccio plastico VII. ‌Secondo Maria Rescigno, dottoranda alla Sapienza di Roma​ e prima autrice dello studio, ‍questa tecnica ha​ permesso di dimostrare che le molecole non ruotano liberamente,​ ma effettuano rapidi salti⁢ di orientamento, un comportamento osservato⁢ anche in alcuni cristalli organici.

La‌ scoperta del⁢ ghiaccio plastico VII rappresenta un passo significativo nello studio dell’acqua e delle sue proprietà ‌in condizioni estreme. Questo nuovo stato non solo‍ amplia la nostra conoscenza sulla fisica dell’acqua, ma potrebbe anche aiutare⁢ a comprendere ⁢meglio l’esistenza di mondi abitabili al ⁢di fuori della Terra.⁢ Le ⁢sue caratteristiche uniche aprono nuove prospettive sulla presenza di acqua in forme mai viste prima, con possibili implicazioni per la ricerca di vita extraterrestre. Gli scienziati continueranno a esplorare questo ⁣misterioso stato, alla ricerca di ulteriori segreti nascosti tra le pieghe‍ della scienza ​e dello spazio.


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