Scienziato che ha scoperto l’‘Ossigeno Oscuro’ lo ha ignorato per anni. Ecco perché

I bambini chiedono sempre “Perché?” Quando sperimentano qualcosa per la prima volta, è ⁤naturale⁣ voler‍ saperne di più.⁣ Ma man mano che i bambini crescono e diventano adulti, spesso ignorano qualcosa di⁤ nuovo che ‌sfida la loro esperienza e comprensione. Questo è ciò che mi è successo quando ho scoperto una fonte di‌ produzione di ossigeno nelle profondità marine, ma ⁣l’ho ignorata per nove anni.

Nel 2013, stavo conducendo​ esperimenti⁢ per misurare il ciclo del carbonio sul fondo marino nella ⁤zona Clarion-Clipperton dell’Oceano Pacifico.⁣ Ho utilizzato un sistema di lander (una piattaforma operata a distanza utilizzata ⁤per ⁣trasportare attrezzature scientifiche) a una ‌profondità di 4.000 metri e questo è⁤ tornato ⁢con delle⁤ bolle al suo interno. Questo ⁣era altamente insolito, quindi due​ anni ‌dopo, quando siamo tornati nello stesso sito, ho portato con me degli optodi (sensori⁢ di ossigeno). Questi sono progettati per misurare il consumo di ossigeno, ma‍ invece mostravano la produzione di ⁢ossigeno, l’esatto opposto⁢ di ciò che‍ mi aspettavo.‍ Invece di chiedermi perché stavo ottenendo⁢ questi risultati, ho ignorato la lettura⁢ come il ⁤risultato di un sensore difettoso.

Ci viene insegnato fin da‍ molto piccoli‌ che l’ossigeno viene prodotto ⁢solo ⁣attraverso⁢ la ⁤fotosintesi e ‍che⁢ questa⁣ richiede luce, qualcosa di scarso a migliaia di metri ⁣sotto la superficie del mare. Mi ci‌ è voluto fino al 2021, quando ho⁤ misurato la produzione di ossigeno ‌con un secondo metodo, per rendermi conto che avevamo trovato qualcosa⁢ di eccezionale:‍ l’ossigeno oscuro, ossigeno prodotto‍ senza ​luce solare.

Nell’estate del 2024, il mio team ed io⁤ abbiamo pubblicato le nostre scoperte sulla rivista‌ Nature Geoscience. La ‌scoperta dell’ossigeno oscuro ha‍ cambiato‍ la nostra comprensione delle profondità marine e, potenzialmente, della vita sulla Terra.⁣ Ma non sappiamo‍ ancora con certezza come venga⁢ prodotto questo ossigeno,‍ in che misura e se sia ecologicamente significativo‍ per gli ecosistemi delle profondità marine dove si verifica.

Nel nostro articolo, suggeriamo che la fonte potrebbero essere⁣ i ​noduli‍ polimetallici, formazioni rocciose composte da molti metalli diversi,‌ tra cui il manganese, che possono‌ creare differenze di potenziale elettrico​ quando interagiscono con l’acqua⁢ di mare. Abbiamo proposto ‍che questi potrebbero produrre ​una tensione sufficiente a dividere l’acqua‌ di mare in⁣ idrogeno​ e ossigeno. Un nuovo studio cinese ha appena ⁣dimostrato⁤ che l’ossigeno può potenzialmente essere‍ prodotto quando questi noduli di manganese⁢ si formano.

Altre domande “perché”
Quest’anno, grazie ai ​finanziamenti⁣ della Nippon Foundation, esploreremo alcune ⁢di queste domande scientifiche. Se dimostriamo che la produzione ​di ossigeno è ⁢possibile in assenza ⁣di fotosintesi, questa scoperta​ cambierebbe il modo​ in cui consideriamo la possibilità di vita su altri pianeti. Infatti, siamo già in​ conversazione con​ esperti della NASA che credono ​che ⁤l’ossigeno oscuro potrebbe ⁣rimodellare la nostra comprensione di come la vita potrebbe essere‍ sostenuta su altri​ mondi oceanici ⁤come Encelado ed Europa, lune‌ che‍ hanno croste⁤ di ghiaccio​ che ​limitano la penetrazione della⁤ luce solare nell’oceano sottostante.

Siamo anche⁢ in⁤ procinto di analizzare ​il potenziale dell’ossigeno oscuro nell’Oceano Pacifico centrale⁤ e ⁢di sviluppare lander autonomi e appositamente costruiti. Questa ⁣sarà la prima opportunità per ⁢il‌ Regno Unito​ di campionare a profondità superiori ai 6.000 metri. Questi veicoli ​trasporteranno strumentazione specialistica a⁤ profondità di 11.000 metri, dove‍ la pressione ‍è superiore a una tonnellata per centimetro quadrato (equivalente a 100 elefanti seduti sopra di te).

Indagheremo ⁤se‌ l’idrogeno ‍viene rilasciato ‌durante la creazione dell’ossigeno oscuro e se viene utilizzato come fonte di energia per una comunità insolitamente grande di microbi in ​alcune parti dell’oceano ⁣profondo. Vogliamo anche scoprire di più su ⁢come il cambiamento climatico potrebbe influenzare ‍l’attività biologica nelle‌ profondità marine.

Questo progetto è il primo del suo genere a esplorare direttamente questi ⁣processi. Il mio team sarà in grado di⁢ studiare il ​fondo marino profondo nella zona hadal, un’area che raggiunge profondità di 6.000-11.000⁤ metri e⁤ costituisce ​circa il 45% dell’intero oceano. Questo‍ habitat, pieno di ⁣trincee oceaniche profonde, è⁣ ancora poco compreso.

La​ scoperta dell’ossigeno oscuro ha chiaramente implicazioni potenziali‍ per l’industria mineraria delle profondità marine. L’estrazione mineraria delle profondità⁣ marine estrarrebbe⁤ noduli‌ polimetallici che contengono ​metalli come manganese, nichel e ‌cobalto, necessari per produrre batterie agli‌ ioni di ⁢litio per veicoli​ elettrici e telefoni cellulari. ‍Non sappiamo ⁢ancora come un’industria come questa‍ influenzerebbe il fondale marino,​ ma la nostra ricerca⁤ nei prossimi⁢ anni dovrebbe aiutare ⁢a rispondere a molte delle domande poste e forse​ a ⁤informare meglio dove ‍il fondale marino⁤ dovrebbe essere più protetto dall’estrazione mineraria delle profondità marine.

Una cosa​ è certa: qualunque ‌cosa ⁢troviamo, cercherò di alimentare il ⁣mio senso di entusiasmo⁣ infantile​ e di ​essere sicuro di chiedere⁢ “Perché?”


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