La ricerca dell’umanità per la vita su Marte ha compiuto un passo significativo con la scoperta di molecole organiche che somigliano ai principali mattoni della vita sulla Terra. Dal suo atterraggio nel 2012, il rover Curiosity della NASA ha fatto molteplici scoperte che suggeriscono che Marte potrebbe aver avuto condizioni abitabili. Ora, gli scienziati hanno identificato le molecole organiche più lunghe mai trovate sul Pianeta Rosso, offrendo nuove intuizioni sul suo potenziale per supportare la vita. Un rapporto dettagliato su questi risultati è stato recentemente pubblicato su PNAS da scienziati del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS) francese, in collaborazione con ricercatori degli Stati Uniti, del Messico e della Spagna.
Obiettivi del Rover Curiosity
Sebbene originariamente pianificata come una missione di due anni, Curiosity continua a investigare il clima e la geologia di Marte più di un decennio dopo. Il suo obiettivo principale è il Cratere Gale, dove raccoglie dati per determinare se Marte abbia mai avuto condizioni adatte alla vita. Oltre alla ricerca di abitabilità passata, la ricerca di Curiosity aiuta anche gli scienziati a prepararsi per future esplorazioni umane di Marte. Tra i molti strumenti avanzati del rover, il suo suite di strumenti Sample Analysis at Mars (SAM) gioca un ruolo cruciale. SAM esamina campioni atmosferici e rocciosi per composti organici utilizzando strumenti ad alta precisione, tra cui uno spettrometro di massa, un gascromatografo e uno spettrometro laser. Già nel 2013, Curiosity ha rilevato acqua, anidride carbonica, ossigeno e altri elementi geochimici essenziali che potrebbero supportare la vita.
Molecole che Somigliano alla Materia Organica sulla Terra
In studi precedenti, Curiosity ha identificato molecole organiche in rocce sedimentarie all’interno del Cratere Gale, con strutture contenenti fino a sei atomi di carbonio. L’ultima scoperta, tuttavia, ha rivelato catene di carbonio con fino a 12 atomi di carbonio, simili agli acidi grassi che svolgono ruoli chiave nei processi biologici sulla Terra. Esperimenti di laboratorio successivi hanno confermato che queste molecole sono acidi carbossilici a catena lunga. Grazie alle condizioni favorevoli alla conservazione su Marte, questi composti organici sono rimasti intatti nel mudstone per circa 3,7 miliardi di anni, risalendo al periodo in cui la vita è emersa per la prima volta sulla Terra. Sebbene l’origine esatta di queste molecole sia ancora poco chiara, i ricercatori suggeriscono che potrebbero essersi formate attraverso processi biologici o non biologici.
Altre Missioni in Arrivo
La scoperta di queste molecole organiche a catena lunga è una svolta importante nello studio dell’abitabilità di Marte. Mentre Curiosity continua la sua missione, gli scienziati sono particolarmente interessati a identificare aree con alto potenziale di conservazione organica. Comprendere le origini e la distribuzione di queste molecole potrebbe avvicinarci a scoprire segni di chimica complessa simile alla vita su Marte. Questi risultati preparano il terreno per le prossime missioni di esplorazione planetaria. Nel 2028, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) lancerà la missione ExoMars, con l’obiettivo di analizzare ulteriormente la superficie di Marte per composti organici. Nel frattempo, un progetto congiunto NASA-ESA prevede di riportare campioni di suolo marziano sulla Terra entro il prossimo decennio. Guardando oltre Marte, la missione Dragonfly, prevista per il lancio nel 2034, invierà un drone a esplorare la luna più grande di Saturno, Titano. Dotato di strumenti simili alla suite SAM di Curiosity, Dragonfly indagherà l’ambiente ricco di organici di Titano, offrendo un’altra entusiasmante opportunità per studiare i mattoni della vita oltre la Terra.