Immagine di volontari partecipanti al Vivaldi III, l’esperimento ESA condotto alla clinica spaziale Medes in Francia, volto a studiare gli effetti della microgravità sugli astronauti.
Sembra incredibile, ma l’Agenzia Spaziale Europea ha deciso di pagare 5.000 euro a chi accetta di stare sdraiato per dieci giorni. Tutto rientra nell’esperimento ESA Vivaldi III, un progetto nato per capire meglio gli effetti della microgravità sul corpo umano, simulando ciò che accade agli astronauti nello spazio. Questa notizia ha rapidamente fatto il giro del web, destando curiosità e domande. Ma cosa c’è davvero dietro questo insolito lavoro? Perché è così importante per l’ESA e per la ricerca scientifica? Scopriamolo insieme, entrando nel cuore di questa missione.
Dietro le quinte dell’esperimento ESA Vivaldi III
L’esperimento Vivaldi III è la terza fase di uno studio iniziato nel 2021. L’obiettivo? Simulare gli effetti della microgravità sugli astronauti, senza lasciare la Terra. Il tutto si svolge nella Clinica Spaziale Medes di Tolosa, in Francia, dove venti volontari sono stati selezionati per rimanere sdraiati in condizioni controllate.
Se cercate un form da compilare per candidarvi non lo troverete, semplicemente perché lo studio – chiamato Vivaldi III – è già iniziato a febbraio di quest’anno, come ha comunicato l’ESA. I partecipanti sono già stati scelti e stanno svolgendo i test, ricevendo 5.000 euro per questa particolare missione terrestre.
Le simulazioni sulla Terra sono fondamentali perché inviare astronauti nello spazio costa milioni di euro. Per questo, NASA ed ESA organizzano studi come questo, riproducendo le condizioni di vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Come funziona l’esperimento
Durante il progetto Vivaldi III, i volontari devono restare sdraiati su un lettino inclinato di 6° o immersi fino al busto in una vasca, una tecnica chiamata immersione a secco. Mangiano, dormono e svolgono tutte le attività senza mai cambiare posizione.
L’ESA ha predisposto speciali dispositivi per gestire ogni necessità, dai pasti all’igiene. Questo tipo di esperienza serve a riprodurre fedelmente l’inattività e lo spostamento dei fluidi corporei che avvengono nello spazio, quando l’organismo è soggetto a microgravità.
Perché simulare la microgravità sulla Terra
Comprendere come il corpo umano reagisce a condizioni simili a quelle spaziali è essenziale per la salute degli astronauti. Ecco perché esperimenti come il Vivaldi III hanno un ruolo chiave per le missioni di lunga durata, come quelle sulla Luna o su Marte.
Nel caso dell’immersione a secco si creano “condizioni simili all’assenza di gravità”, mentre il riposo inclinato “riproduce gli spostamenti dei fluidi e l’inattività che si verificano nello spazio a causa della microgravità”, spiega l’ESA. Questo permette agli scienziati di raccogliere dati preziosi su metabolismo, muscoli, ossa e sistema cardiovascolare.
Gli effetti sul corpo e gli studi scientifici
Un recente studio dell’Università di Calgary ha dimostrato che chi vive per mesi nello spazio perde decenni di massa ossea, richiedendo una lunga riabilitazione al ritorno.
La Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York ha trovato mutazioni nel sangue degli astronauti, associate a malattie oncologiche e cardiache. Inoltre, altre ricerche hanno rilevato danni renali legati alla microgravità.
Secondo il dottor Marc-Antoine Custaud dell’Università di Angers, questo studio “potrebbe avere importanti ricadute anche sulla medicina terrestre, soprattutto in ambito geriatrico”.
Conclusione
L’esperimento ESA Vivaldi III non è solo una curiosità da social, ma un tassello importante per la scienza spaziale e la medicina. Capire come la microgravità influenza il corpo umano è essenziale per preparare gli astronauti alle future esplorazioni, ma può anche aiutare a trovare nuove soluzioni per patologie comuni sulla Terra. Se anche voi speravate di guadagnare 5.000 euro restando sdraiati, dovrete attendere la prossima selezione. Ma ora sapete perché questi studi sono così fondamentali.