Immagine realistica di un laboratorio scientifico specializzato nella ricerca e produzione di carne coltivata. L’ambiente high-tech e le attrezzature all’avanguardia evidenziano il progresso delle biotecnologie applicate al settore alimentare e alla sicurezza dei novel food.
La recente protesta di Coldiretti contro la carne coltivata ha generato un significativo dibattito pubblico e scientifico. L’organizzazione agricola italiana ha chiesto che questi nuovi alimenti siano regolamentati come farmaci. La proposta, avanzata durante una manifestazione a Parma davanti alla sede dell’EFSA, ha acceso il dibattito pubblico e scientifico. Coldiretti afferma che la carne coltivata rappresenta un rischio per la salute pubblica, pertanto dovrebbe essere sottoposta a rigorosi test clinici, come avviene per i medicinali. La risposta della comunità scientifica è stata immediata: sedici esperti hanno contestato apertamente questa posizione. Ma cosa c’è realmente dietro la richiesta di Coldiretti e quale supporto forniscono gli scienziati?
Coldiretti e la Carne Coltivata: Richieste e Motivazioni Dietro la Controversia
Coldiretti ha portato la controversia sulla carne coltivata ai vertici dell’Unione Europea. Durante la manifestazione a Parma, ha chiesto all’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) di trattare la carne prodotta in laboratorio come un farmaco, invece di considerarla un semplice alimento. L’organizzazione sostiene che il cibo sintetico debba passare attraverso studi clinici e preclinici prima di ottenere l’autorizzazione al commercio, proprio come avviene per i medicinali.
Coldiretti giustifica questa richiesta affermando di voler proteggere la salute pubblica e le future generazioni. Ritiene che la carne coltivata, come altri “novel food“, rappresenti un’incognita per la sicurezza alimentare. Di conseguenza, ha chiesto anche norme più severe per i prodotti derivati dalla fermentazione di precisione e per i cibi ultra-processati.
Non è la prima volta che Coldiretti si oppone alla carne sintetica; nel 2023, ha accolto come una vittoria la decisione dell’Italia di vietarne la produzione e la vendita. In questa battaglia, l’organizzazione ha dichiarato di voler proteggere le eccellenze del Made in Italy e la Dieta Mediterranea, rifiutando l’idea di etichette allarmistiche sul vino, che considerano simbolo di un consumo responsabile.
Gli esperti: “Farmaci e alimenti non sono la stessa cosa”
Secondo Coldiretti, la carne coltivata sarebbe una minaccia per la salute pubblica e dovrebbe seguire le stesse regole dei farmaci. Gli esperti non concordano affatto con le affermazioni di Coldiretti riguardo alla carne coltivata. Alessandro Bertero, docente di Biotecnologie molecolari all’Università di Torino, spiega che alimenti e farmaci seguono processi di approvazione diversi poiché rispondono a esigenze differenti. “Un farmaco può essere approvato anche se comporta effetti collaterali noti – afferma Bertero – mentre un alimento viene autorizzato solo se non presenta alcun rischio per la salute”. In effetti, la normativa sugli alimenti è già più rigorosa di quella applicata ai farmaci.
La risposta della comunità scientifica: “Non c’è alcuna base”
La comunità scientifica ha risposto compatta e decisa alle richieste di Coldiretti, definendole infondate e prive di basi scientifiche. Sedici esperti, tra cui biologi, ingegneri, giuristi e bioingegneri, hanno firmato un documento contestando l’iniziativa dell’organizzazione agricola.
Il documento sottolinea che l’EFSA, come ente tecnico e indipendente, applica già criteri severi nella valutazione dei nuovi alimenti. La richiesta di Coldiretti per applicare criteri farmaceutici alla carne coltivata non è supportata dalla letteratura scientifica. “Non c’è alcuna evidenza che giustifichi studi clinici per la carne coltivata“, affermano i ricercatori, aggiungendo che esistono già regolamenti europei in grado di garantire la sicurezza alimentare, fondata su solide evidenze scientifiche.
I ricercatori hanno inoltre chiesto di partecipare al dibattito pubblico con le istituzioni italiane, evidenziando l’importanza di proteggere la libertà e l’indipendenza della ricerca. La preoccupazione è che questo tipo di richieste possa minare la fiducia nel sistema europeo di valutazione dei novel food, considerato tra i più rigorosi al mondo.
Gli esperti: “Il quadro normativo è già fra i più sicuri”
Tra i firmatari della dichiarazione ci sono nomi noti come Daniele Marchisio del Politecnico di Torino e Nike Schiavo, presidente di Agricoltura Cellulare Italia APS. Secondo loro, l’attuale normativa sui novel food è sufficiente per garantire la tutela dei consumatori.
“La carne prodotta in laboratorio è già sottoposta a controlli accurati, sia a livello nazionale che europeo”, spiega Laura Cavallarin del CNR. “Trattarla come un farmaco è una forzatura priva di fondamento scientifico”. Gli esperti evidenziano che la carne coltivata è un’innovazione fondamentale per il futuro dell’alimentazione e che ostacolarne lo sviluppo potrebbe rallentare la transizione verso un sistema alimentare più sostenibile. “Bisogna distinguere tra la percezione del rischio e il rischio reale“, conclude Stefano Biressi, biologo molecolare dell’Università di Trento.
Domande Frequenti sulla Carne Coltivata: Sicurezza, Produzione e Regolamentazione
La carne coltivata è sicura?
Secondo l’EFSA e la comunità scientifica, la carne coltivata è ritenuta sicura per il consumo.
Come si produce la carne coltivata?
La carne coltivata è ottenuta estraendo cellule animali e sviluppandole in un ambiente di laboratorio controllato, fino a ottenere tessuti muscolari simili a quelli della carne tradizionale.
La carne coltivata è sostenibile?
Diversi studi indicano che la carne coltivata potrebbe ridurre l’impatto ambientale rispetto all’allevamento tradizionale, diminuendo l’uso di suolo, acqua e le emissioni di gas serra.
Dove è già regolamentata?
Singapore è stato il primo paese a regolamentare e autorizzare la vendita della carne coltivata. Anche negli Stati Uniti, alcune aziende hanno ricevuto il via libera dalla FDA.
Conclusione
Il dibattito sulla carne prodotto in laboratorio rimane aperto e acceso, con posizioni divergenti in campo. Da un lato, Coldiretti continua a chiedere regole più stringenti; dall’altro, la comunità scientifica difende l’autonomia della ricerca e il rigore delle norme già in vigore. Questo confronto evidenzia non solo il diverso approccio alla sicurezza alimentare, ma anche la posta in gioco: il futuro dell’innovazione nel settore agroalimentare europeo. La carne coltivata rappresenta una sfida complessa, che richiede un equilibrio tra sicurezza, etica e sostenibilità.