👉 Seguici anche sul nostro canale WhatsApp! 🚀 Tempi difficili per la coltre glaciale che ricopre l’area situata all’estremo settentrione della Terra: la calotta artica, costituita dalle aree ghiacciate della Groenlandia e dalla banchisa che si forma sulla superficie del mare, si trova in una situazione di particolare sofferenza e ha sperimentato, nell’inverno appena trascorso, una riduzione da record nella sua estensione. È quanto emerge da un’analisi svolta dalla Nasa e dal Nsidc (National Snow and Ice Data Center) dell’Università del Colorado-Boulder su ampie serie di dati satellitari, messi a confronto anche con dati storici. Gli studiosi hanno condotto le loro indagini sulle informazioni acquisite dai satelliti Dmsp (Defense Meteorological Satellite Program), che fanno parte di un programma gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti con lo scopo di effettuare rilevazioni di tipo fisico, meteorologico e oceanografico. Ogni satellite di questa ‘famiglia’ è collocato in un’orbita quasi polare eliosincrona di 101 minuti, a un’altitudine di 830 chilometri dalla superficie della Terra, ed è dotato di sensori nell’infrarosso e nel visibile che acquisiscono immagini lungo una fascia di tremila chilometri; i Dmsp sono in grado di fornire una copertura globale due volte al giorno. Il gruppo di lavoro, per inquadrare meglio l’evoluzione delle condizioni del ghiaccio, ha utilizzato anche dati storici, come quelli acquisiti tra il 1978 e il 1985 dal satellite meteorologico Nimbus-7, gestito dalla Nasa e dall’agenzia governativa Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration). Dall’indagine si evince che l’incremento delle temperature nei mesi freddi si è fatto sentire anche a queste latitudini così elevate; in passato, invece, il rigido clima invernale dell’Artico favoriva la formazione di nuovo ghiaccio che si estendeva largamente sulla superficie del mare e si accumulava di anno in anno. Un primo record negativo era stato raggiunto dalla coltre glaciale dell’Artico già nel 2017, quando la sua massima estensione invernale era scesa a 14,41 milioni di chilometri quadrati; il primato è stato purtroppo superato durante lo scorso inverno, in cui l’estensione si è attestata a 14,33 milioni di chilometri quadrati. La calotta artica, quindi, si troverà ad affrontare la prossima stagione estiva senza poter contare sulle riserve invernali. Il fenomeno ha interessato anche l’Antartide e, complessivamente, la perdita di ghiaccio nelle due zone estreme del nostro pianeta ha portato a un altro record negativo: infatti, secondo le misurazioni effettuate da Nasa e Nsidc, a metà dello scorso mese di febbraio, la copertura glaciale a livello globale è diminuita di oltre 2,5 milioni di chilometri quadrati rispetto ai valori medi registrati prima del 2010. In alto: l’estensione della copertura glaciale nell’Artico (Crediti: Nasa Goddard Space Flight Center/Scientific Visualization Studio)
Artico, record negativo per il ghiaccio
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