Un lampo X nascosto nell’archivio di Chandra

Vi è mai capitato di sfogliare vecchi ‍album fotografici e​ notare per⁤ la prima ⁤volta un dettaglio interessante dietro ‍alla figura immortalata in primo piano? Magari⁣ una persona sullo sfondo del gruppo che⁢ sorride davanti alla fotocamera, o un⁤ volto incorniciato in una foto ‌posata ⁢sul ripiano accanto alla ‌televisione. Qualcosa di affascinante, discreto ma visibile,⁤ che nessuno aveva mai​ notato prima. Ora immaginate di fare lo stesso su scala cosmica. ⁢È così che è stata ‌scoperta una ⁢potente esplosione⁣ proveniente da un‍ misterioso ‌oggetto al di fuori della nostra galassia. ‍È passata inosservata​ per anni all’interno di un vasto archivio di osservazioni del Chandra X-ray Observatory ⁢della Nasa, ⁤prima di⁢ essere riportata alla luce in un nuovo‍ articolo pubblicato su​ Monthly Notices of the Royal Astronomical⁤ Society.

«Utilizzando⁢ un approccio innovativo ⁣di apprendimento automatico, abbiamo esaminato oltre 20 anni di osservazioni d’archivio⁣ del Chandra X-ray Observatory della ⁣Nasa⁤ e abbiamo scoperto un notevole e potente⁤ lampo di raggi‌ X proveniente da un oggetto sconosciuto al di fuori della nostra galassia, ⁢che era passato inosservato per anni all’interno del vasto archivio di‍ Chandra – un vero ⁤e proprio evento da ago nel pagliaio».

Il ‌15 maggio 2020, mentre‍ Chandra osservava ‌i resti di una stella esplosa nella ⁣Grande Nube di Magellano ‌(una piccola galassia vicina⁤ alla Via Lattea), ‍ha accidentalmente catturato un lampo di raggi ⁢X⁤ luminoso ed estremamente veloce proveniente da ⁢un oggetto sconosciuto. ⁤Questo lampo è apparso e⁢ scomparso nel giro‌ di pochi secondi,⁤ e all’epoca è ​passato⁣ inosservato, ⁤finendo ⁢in “un cassetto”.

A differenza degli⁤ approcci tradizionali, ​il ⁢metodo di apprendimento automatico utilizzato nel nuovo studio​ è riuscito a scoprire il cosiddetto⁣ transiente veloce extragalattico a​ raggi ​X (Fxt), che i⁤ ricercatori hanno chiamato Xrt 200515 in ⁣riferimento al giorno ‌in cui ‍è stato ⁤rilevato da‌ Chandra.

«Questo lampo cosmico‍ è particolarmente interessante per le sue caratteristiche insolite, diverse​ da tutti gli⁢ altri⁢ Fxt extragalattici rilevati in precedenza da Chandra», dice Steven Dillmann della Stanford University. «Ha prodotto un burst iniziale incredibilmente energetico che è durato ⁣solo 10 secondi, ⁢mentre​ altri sono durati minuti o ore. A ‌questo è seguito un⁢ afterglow più⁤ lungo ​e ⁣meno energetico, della durata di pochi minuti».

Poiché né Chandra né altri telescopi hanno mai registrato la sorgente prima ‌o‍ dopo questa ‌esplosione,⁣ la ⁣sua vera natura rimane ignota. ‌I⁤ ricercatori ritengono ‌che potrebbe ‍trattarsi‍ del primo‍ X-ray burster mai scoperto⁣ nella⁣ Grande Nube di Magellano. Si‌ tratta di sistemi che ​coinvolgono due stelle: una ‌stella di neutroni ‍e una normale stella ​compagna ⁢che le orbita attorno. La potente forza di gravità ​della stella di neutroni attira il gas dalla compagna e quando ‍sulla sua superficie si accumula una quantità ​di gas ‌sufficiente, si innesca‍ una massiccia esplosione termonucleare che rilascia ‌un’intensa emissione⁤ X.

Secondo un’altra teoria, potrebbe trattarsi‌ di‌ un ‍raro e gigantesco brillamento proveniente​ da una lontana magnetar,​ una stella ​di neutroni‌ con campi magnetici estremamente forti. Questi brillamenti sono tra gli eventi più esplosivi​ del cosmo e rilasciano un’enorme quantità di raggi ​gamma in ‌un tempo molto breve. Se ‍Xrt 200515 fosse la controparte a raggi X‌ di ⁢un evento ‌di⁣ questo tipo, sarebbe il primo ​brillamento di una magnetar gigante osservato a questi livelli di energia a raggi X.

L’ultima spiegazione proposta dai ricercatori è che potrebbe trattarsi di‌ un ‍tipo ⁣di esplosione cosmica sconosciuta che potrebbe rivelare nuove⁤ conoscenze sull’universo.

«Questa scoperta ci ricorda che lo spazio è dinamico e in ⁤continua ⁤evoluzione, con ⁤fenomeni emozionanti che si verificano costantemente», conclude Dillmann. «Dimostra anche il valore dell’uso dell’intelligenza artificiale per le ⁣scoperte scientifiche nei dati astronomici d’archivio: ‍potrebbero ⁣esserci ‍innumerevoli altre scoperte‌ che ⁢aspettano di essere ​trovate nelle osservazioni⁣ che abbiamo già⁢ fatto».


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