Ritratto di famiglia della Galassia di Andromeda

Come fastidiosi granelli ‍di polvere depositati su una vecchia fotografia analogica​ esaminata da ‍chi voglia contemplare la​ nostra vicina di casa, ⁣la Galassia di Andromeda anche detta M31, ​con la sua forma a⁤ sigaro ⁤in questa immagine, ma a spirale ‍nella realtà tridimensionale dei fatti. Puntiformi irrilevanze che, se esposte all’occhio acutissimo ⁣del Telescopio Spaziale ⁣Hubble, si avvicinano e‍ avvicinano mostrandosi per quelle⁣ che sono, in ‍questi dettagliati ritratti‍ di famiglia: decine di galassie nane che gravitano attorno ad Andromeda come condor che sorvolano un pasto prelibato. Ritratti che hanno consentito agli scienziati di mappare la struttura tridimensionale di questa famiglia numerosa, che conta ben 36 componenti, e di ricostruire quanto efficacemente queste piccolette abbiano generato stelle lungo l’intera esistenza dell’universo. Il sistema di galassie nane che circonda la Galassia di Andromeda (M31) in un’immagine realizzata ‍da terra.⁤ Le trentasei galassie nane oggetto dello studio ‍appaiono come⁢ dei‍ granelli di polvere ⁤all’interno dei cerchi. Oltre⁢ a M31, dalla forma a sigaro e visibile‍ vicino al centro dell’immagine, ⁢la galassia più prominente è M32, che nell’immagine appare come un punto localizzato su ⁢di essa.

Questa saga familiare ci viene raccontata da un gruppo internazionale di ricercatori guidati da Alessandro ​Savino⁢ in un articolo uscito il mese scorso su The Astrophysical Journal. Una storia di ⁣famiglia che appare molto diversa da quella che caratterizza la Via Lattea, la‍ nostra galassia,⁢ accompagnata solo da uno scampolo di galassiette. Spesso accostate per la loro forma affine, Andromeda e la Via Lattea, e in verità si scoprono con una storia familiare che ha percorso traiettorie differenti. Quella di Andromeda ​sembrerebbe ben più accidentata, caratterizzata da uno scontro con ‍una galassia di massa simile qualche miliardo di anni fa. Collisione che spiegherebbe, assieme ‍alla sua massa doppia‍ rispetto alla nostra “casa”, ‌la ricchezza di galassie satelliti e le loro caratteristiche. Che sembrerebbero peculiari.

«Vediamo che la durata per cui le ⁢galassie satelliti possono continuare a formare nuove stelle dipende da quanto sono massicce e da quanto ⁣sono vicine alla galassia‍ di Andromeda», afferma Savino, della University of California a Berkeley.​ «È una chiara indicazione di come la⁢ crescita delle piccole galassie sia disturbata ‌dall’influenza di una galassia massiccia come Andromeda».

«Tutto ciò che è sparso nel sistema di Andromeda è molto asimmetrico e perturbato. Sembra che qualcosa di‍ significativo sia accaduto non molto tempo fa» aggiunge Daniel Weisz, ricercatore presso la stessa struttura. «C’è sempre la tendenza a usare ‌ciò che comprendiamo nella nostra galassia e generalizzarlo ​per le altre galassie nell’universo. Ci sono sempre state preoccupazioni sul fatto ⁤che ciò che stiamo imparando sulla Via Lattea si applichi ⁤più ampiamente ad altre galassie. E se ci fosse più diversità tra ‍le⁤ galassie esterne? Hanno proprietà simili? Il nostro⁢ lavoro ha dimostrato che⁣ le galassie di piccola ‍massa in ⁤altri “ecosistemi” hanno seguito percorsi evolutivi diversi da ciò che sappiamo⁤ dalle galassie satellite della Via Lattea».

Studiare il sistema‌ di galassie satelliti che ​circonda la Via Lattea ⁤è‌ più complesso perché ci⁢ troviamo dentro di essa. Come cantava Niccolò Fabi in Lontano⁤ da me, “alla giusta distanza​ la vista​ migliora”. Vale nelle nostre imperfette relazioni, e vale pure per le galassie, talvolta.

Nella folta famiglia ‌di Andromeda, esemplare di spicco è senza dubbio​ M32, galassia ellittica compatta che potrebbe costituire il nucleo rimasto spoglio di una galassia molto più grande che ha interagito⁤ con Andromeda in passato. M32 contiene stelle piuttosto vecchie. Sembrerebbe però ‍che un’ondata di formazione ​stellare l’abbia investita qualche miliardo di⁢ anni fa, a seguito della tempestosa interazione. Le galassie nane che attorniano Andromeda ​hanno messo in piedi il grosso della loro⁢ massa in un’epoca molto antica e ⁤hanno continuato a generare ⁣stelle con⁤ un ritmo lento, consumando⁢ in modo‌ fiacco ma costante il gas che si trovava al loro interno. In ⁢questo sono molto diverse dalle galassiette che sguazzano attorno alla Via Lattea.

«La formazione stellare è continuata molto a lungo, il che non è affatto ciò che ci si aspetterebbe da queste ‍galassie nane», aggiunge Savino. «Questo non appare⁤ nelle​ simulazioni al computer.⁣ Fino ad ora nessuno ⁢sa ‍come ciò sia possibile». Oltre a questo, gli astronomi non si spiegano​ perché ⁢le galassie sembrino confinate in un‌ piano⁣ e orbitino​ tutte nella stessa direzione. «È bizzarro. In realtà ​è stata una sorpresa totale trovare i satelliti in quella configurazione e ancora non capiamo del tutto​ perché ⁤appaiano in quel modo», conclude Weisz.

Il telescopio Hubble ha fornito il primo⁢ gruppo di immagini con cui gli astronomi hanno​ potuto quantificare il moto delle galassie nane. Nell’arco di cinque​ anni un secondo gruppo di immagini⁤ sarà ottenuto da Hubble o dal telescopio Webb,‌ e consentirà di ricostruire la dinamica ‍di tutte le 36 galassie, permettendo agli astronomi di⁤ riavvolgere il nastro e di capire come il complesso ecosistema di Andromeda si sia formato​ miliardi​ di anni fa.

Animazione che mostra ⁣un viaggio immaginario, lungo due milioni e‍ mezzo di anni luce, verso la Galassia di Andromeda. Oltrepassate le‌ stelle della Via Lattea,⁢ Andromeda si mostra circondata dal suo stuolo ⁤di galassie satelliti. La‍ struttura tridimensionale mostrata⁢ nel video è stata realizzata grazie ai dati di Hubble.


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