Lunar Trailblazer è in volo verso il nostro satellite

È partita all’una e 16 ‍ora italiana di ieri notte, fra mercoledì 26 e ‌giovedì 27 febbraio, la sonda Lunar Trailblazer‍ della‌ Nasa, decollata a bordo di un Falcon 9⁣ di ⁣SpaceX dal Kennedy Space Center,‍ in Florida. Selezionata nel 2019 come tassello‌ del ‍programma ⁣Small ​Innovative Missions for Planetary ‌Exploration con ⁣l’obiettivo di mappare le fonti di acqua presenti sul suolo lunare, per volare ‍verso il​ nostro satellite Lunar Trailblazer ha chiesto un “passaggio” alla missione Intuitive⁢ Machines Im-2, ​il cui lander Athena approderà sulla superficie della Luna non prima del 6 marzo,⁤ trasportando tecnologie innovative ⁢fondamentali per⁢ comprendere in maniera più accurata l’ambiente lunare.

Lunar Trailblazer ha una⁤ massa di circa 200 kg e un’ampiezza – a​ pannelli solari totalmente dispiegati – di 3.5 metri. Per raggiungere la sua orbita finale, la sonda sfrutterà i campi gravitazionali del ⁤Sole, della Terra e della Luna, seguendo ‍una cosiddetta⁣ traiettoria di trasferimento ⁤a bassa energia. Per ben 12 volte al ⁤giorno la sonda invierà dati sulla ⁣composizione della‍ Luna ed esaminerà, in particolare, i crateri situati in⁢ corrispondenza del⁣ Polo Sud, che ​potrebbero contenere fino a 600 milioni ⁣di tonnellate ⁤di‍ acqua allo stato solido, ossia ghiaccio.

Tra i principali strumenti presenti nella navicella​ vi è ‍il Lunar Thermal ‌Mapper (Ltm), realizzato da un gruppo di​ ricercatori ‍del ‍Dipartimento di fisica dell’università di ​Oxford. La sua ⁣funzione consiste nella misurazione della temperatura superficiale e nell’analisi dei minerali che danno al corpo celeste il suo tipico aspetto. I dati ⁢raccolti saranno estremamente utili per confermare la presenza di acqua sul satellite e per definire le specifiche posizioni in cui⁤ sarà individuata. La struttura ​dell’Ltm ⁢si basa su quattro canali a banda larga che lavorano nell’infrarosso, adatti per la determinazione della‍ temperatura‌ del suolo lunare, ‌mentre altri undici canali cattureranno le più piccole variazioni nella composizione dei silicati che costituiscono le rocce. Questi fattori possono largamente influenzare⁤ l’abbondanza di ⁢acqua in ogni specifica regione.

Il Lunar​ Thermal Mapper ‌produrrà inoltre una scansione ‍delle aree⁢ mappate,⁣ realizzando immagini utili per caratterizzare la⁤ temperatura superficiale. Contemporaneamente, al‌ suo fianco⁢ lavorerà ⁤anche un⁤ altro strumento, l’High-Resolution Volatiles and Minerals Moon Mapper (Hvm3)‌ della Nasa: il ​suo compito sarà‍ segnalare‌ le ⁢impronte‍ spettrali, cioè le lunghezze d’onda della luce solare⁣ riflessa, delle differenti forme di acqua situate sulla ⁤superficie della Luna. I due⁤ strumenti ⁣procederanno ⁢dunque all’unisono, perseguendo l’obiettivo di determinare⁤ il ciclo ‌dell’acqua sul satellite. Uno degli obiettivi ‍di Trailblazer è lo‍ studio della variabilità temporale di alcune sostanze volatili lunari.

Come ‌se non bastasse, i risultati della missione IM-2 ‌porteranno notevoli vantaggi in molti ⁣ambiti di ricerca. I percorsi tracciati potranno ⁣essere seguiti in future esplorazioni ​da parte di rover. Il viaggio di Lunar Trailblazer e, più in generale, l’intera missione Im-2 rappresentano un passo in avanti per gli studi che verranno in ‍relazione al possibile impiego delle fonti di acqua lunare. Risorse idriche che potrebbero essere ‍adoperate nei modi più ‍svariati: ‌da una potenziale purificazione per renderle potabili ad una trasformazione in carburante od ossigeno, magari⁤ in previsione di sbarchi umani ‌sul corpo celeste.

«Il Lunar Thermal Mapper è stato progettato, costruito e‌ testato qui a Oxford», dice Neil Bowles dell’Università di Oxford, instrument scientist di Ltm. «Le misurazioni della temperatura aiuteranno a confermare la presenza del segnale dell’acqua nei‍ dati di Hvm3 e i due strumenti lavoreranno insieme per mappare la composizione‍ della Luna, mostrandoci dettagli che in precedenza erano stati solo accennati».


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