Alcune stelle nascono da soffici nuvole nell’universo primordiale

La​ canzone “Little Fluffy Clouds”‍ è stata un successo durante l’alba della musica techno. Si scopre che potrebbe anche essere una descrizione appropriata delle nursery stellari‌ — il luogo di‍ nascita delle stelle. Queste nursery contengono alte ⁢concentrazioni di gas e polvere e sono ‍anche chiamate nubi molecolari. Uno studio ‍ora fornisce prove che alcune stelle potrebbero essere nate da alcune⁤ versioni soffici di queste nubi ‍nei primi anni del nostro‍ universo, come riportato nel The⁢ Astrophysical Journal. “Anche oggi la ⁣nostra comprensione della formazione‌ stellare è ancora in sviluppo, comprendere come⁣ le stelle si sono formate nell’universo ⁢primordiale è ancora più impegnativo,” ha detto Kazuki Tokuda, ricercatore presso l’Università di⁣ Kyushu⁣ e autore dello studio, ​in un comunicato stampa.

Stelle che Danzano ⁣in ​Formazione

È appropriato fare riferimento a una ​canzone‌ techno, perché la ⁢formazione‌ stellare in queste nubi potrebbe⁣ essere descritta ‍come una sorta di danza stellare. Queste nubi molecolari‌ che formano stelle ‍iniziano con un lungo e lento allungamento⁤ — formando infine quella che gli‍ astrofisici descrivono come una struttura filamentosa larga‍ circa 0,3 anni luce. Da quella​ formazione, singole nubi si staccano in un grumo. Col tempo, quel singolo grumo (a volte descritto come⁤ un ‌uovo) attira polvere e ⁣gas, diventando infine una⁣ stella. Immagina il filamento come una linea di ballerini di Broadway, con uno che​ alla fine si‌ allontana. Poi quel solista attrae una schiera ⁤di piccoli ballerini, che ‍si⁢ raggruppano⁢ strettamente.⁣ I ricercatori dell’Università di ⁢Kyushu⁤ e dell’Università Metropolitana di Osaka hanno essenzialmente documentato la danza della Piccola Nube di Magellano. Facendo ciò, aggiungono intuizioni alla formazione stellare,⁢ che è un fenomeno relativamente poco compreso. ⁢”L’universo primordiale ⁢era molto diverso ‍da oggi, popolato principalmente da idrogeno ed elio. Gli elementi più pesanti si sono formati successivamente nelle stelle di ‍grande massa. Non possiamo tornare indietro nel tempo ⁢per ‌studiare la formazione stellare nell’universo primordiale,⁢ ma possiamo osservare parti dell’universo con ambienti simili a quelli dell’universo primordiale,” ha‍ detto Tokuda nel comunicato. Ecco perché‍ il team si​ è concentrato ⁤sulla Nube di Magellano (SMC). ‌Poiché quella ​particolare ​galassia nana contiene​ solo circa​ il 20 percento degli elementi pesanti che possiede la Via Lattea, serve come un buon proxy per le condizioni dell’universo⁢ primordiale di circa 10 miliardi di anni fa.

Migliore Risoluzione

Gli strumenti⁢ precedenti fornivano una risoluzione insufficiente⁢ per catturare‍ la danza della nascita stellare. Tuttavia, il potente ​radiotelescopio‍ ALMA in Cile ha fornito​ una risoluzione sufficiente per assistere ⁣alla performance. Ha determinato ⁣la presenza o l’assenza di nubi⁤ filiformi. I ricercatori hanno analizzato i ⁢dati di 17‌ nubi molecolari. Ognuna stava nutrendo stelle neonate 20 volte la massa del nostro Sole. ⁢Circa il 60⁣ percento delle nubi molecolari osservate ha formato un filamento. Il restante 40 percento aveva una forma soffice. Le ​nubi filamentose⁤ erano più‍ calde delle⁢ loro compagne soffici. Quella ⁤differenza di​ temperatura potrebbe essere dovuta a⁤ quanto tempo fa si è formata la nube. Ha senso, perché i filamenti​ si sono formati a causa di collisioni ‌quasi costanti tra nubi, che⁢ emettono⁤ energia. ‌Quando la temperatura è​ alta, la turbolenza nella nube molecolare è debole. Ma‍ man mano ‌che la temperatura scende, l’energia cinetica del gas in arrivo leviga‍ la struttura filamentosa, risultando nella nube soffice.

Punto di Rottura Cruciale

Le nubi ‍che mantengono la ⁢loro forma filamentosa hanno ‌maggiori probabilità ‍di risultare in grumi che ‌si staccano, diventando infine stelle. Se la formazione‌ filamentosa non riesce ⁣a mantenersi, quel sistema di nubi ha meno probabilità di produrre stelle. “Questo studio ​indica che l’ambiente, come un’adeguata fornitura di ⁤elementi pesanti, è cruciale per mantenere ⁢una struttura filamentosa e può svolgere un ruolo importante nella ⁢formazione dei sistemi planetari,” ‍ha detto Tokuda.​ “In futuro, sarà importante confrontare i nostri risultati con le osservazioni delle nubi molecolari in ambienti ricchi di elementi pesanti, inclusa la ⁣galassia della Via Lattea. Tali studi dovrebbero fornire nuove intuizioni sulla formazione e l’evoluzione temporale delle nubi ⁢molecolari e​ dell’universo.” Potrebbero anche ispirare ⁤un sequel del successo da⁢ discoteca, forse intitolato ‌”Long Molecular​ Clouds.”


Pubblicato

in

da

Tag: