La vaccinazione di massa del pollame potrebbe prevenire la diffusione dell’influenza aviaria, ma potrebbe anche far evolvere il virus

L’influenza aviaria continua a circolare in alcune parti del mondo,​ inclusi gli Stati Uniti, infettando pollame domestico, bestiame e alcuni esseri umani. Uno studio pubblicato su⁤ Scientific ⁣Advances esamina come⁣ la vaccinazione di‌ massa del⁣ pollame ⁤contro i sottotipi H5 del virus dell’influenza aviaria (AIV) —‌ inclusi H5N1 e ‌H5N6 — possa aiutare a rallentare ⁤la diffusione ​dell’influenza ⁣aviaria;⁤ tuttavia, a sua volta, la vaccinazione potrebbe anche portare il virus⁢ a evolversi più rapidamente.

Comprendere il ⁤virus dell’influenza aviaria

Il virus H5‍ è un ceppo dell’influenza A​ che non si trasmette da persona a ​persona. Una persona che è stata infettata probabilmente lo ha contratto ⁤dal pollame domestico⁣ o dal ​bestiame. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), 67 persone sono state infettate dall’inizio dell’AIV, ⁤noto come H5N1, ⁢negli Stati Uniti,⁤ e una persona è morta dal 2024. Sebbene‌ ci sia ancora poca preoccupazione per una pandemia, i ricercatori stanno ‌lavorando per garantire che un vaccino sia pronto nel caso in cui⁣ il virus evolva e‍ si trasferisca da‌ persona a persona.

Per comprendere⁤ la diffusione ⁢dell’AIV, i ricercatori hanno analizzato pollame domestico e uccelli selvatici di diverse regioni in Europa e Asia e li hanno ‍separati in due categorie: vaccinati e non vaccinati. ​Il team ha condotto un’analisi genetica delle sequenze di ​emoagglutinina (HA) da ​campioni‌ raccolti tra il ⁤1996 e il 2023. L’emoagglutinina è una glicoproteina presente nei virus influenzali che ​aiuta il virus a legarsi alle cellule degli⁢ ospiti che infetta.

Il team di ricerca⁤ ha anche valutato la diffusione del virus negli uccelli selvatici, sebbene, secondo lo studio, l’impatto del virus‌ sugli uccelli selvatici​ rimanga ancora incerto.

“Poiché l’influenza aviaria continua‍ a ‌rappresentare⁤ notevoli sfide per gli ⁤animali selvatici⁣ e domestici, la ⁢nostra ricerca può aiutare a informare lo sviluppo di misure‍ preventive contro l’AIV, come le politiche di vaccinazione globali,” ha detto Bingying Li e gli autori ⁣dello studio in un‍ comunicato stampa. Il team ‌ha‌ notato che la trasmissione del virus era più comune tra gli uccelli selvatici e ‌il pollame non vaccinato rispetto a⁤ quanto lo fosse tra ⁣il pollame⁤ vaccinato.⁢ Tuttavia, ⁣non è tutto ​ciò che hanno osservato.

Evoluzione ‌più rapida

Mentre ⁤l’H5N1 sembra essere il ⁣principale ceppo virale dell’influenza aviaria attualmente negli Stati Uniti, ‌l’H5N6 è il principale ceppo che circola in Cina.‍ Secondo ⁣lo⁣ studio, la​ Cina ha implementato un mandato di vaccinazione ⁤nazionale ‍per ‍il pollame nel 2005, e rappresenta circa il 90 percento dell’uso globale di AIV H5. Queste implementazioni​ vaccinali probabilmente ⁣hanno aiutato a ridurre eventuali focolai ⁣virali H5​ tra ⁣gli uccelli ‍domestici. Tuttavia, gli autori dello studio hanno⁤ notato che, sebbene non ci⁢ siano stati focolai virali, il virus H5 è⁤ evoluto a un ritmo più⁣ rapido tra il 2005 e il 2010. Gli‍ autori⁢ hanno osservato che questa rapida evoluzione è avvenuta in altri paesi, come ⁣il Messico e l’Egitto, ⁤dove si ⁣sono verificate anche vaccinazioni di massa.

Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se le vaccinazioni di massa stiano causando l’evoluzione più rapida dell’AIV ⁢o se⁣ si⁢ tratti semplicemente di una coincidenza. ​In ogni ⁢caso,⁣ i‍ risultati possono aiutare i ricercatori a ⁣comprendere meglio l’AIV ⁢e come sviluppare strategie di prevenzione ⁢efficaci e complete.


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