Il titolo tradotto in italiano è: “È turbolento e dinamico il primo buco nero mai fotografato

È turbolento e dinamico il ⁣primo buco nero a essere stato fotografato: a sei anni dalla ‘foto del secolo’ che per la prima volta immortalava‌ uno degli oggetti cosmici più misteriosi, quello stesso buco nero, chiamato M87*, ‍permette​ di conoscere quanto accade vicino al⁢ suo margine, in particolare⁢ la‍ struttura‌ e la dinamica del plasma. A descrivere⁤ le nuove ‍caratteristiche sulla rivista Astronomy & Astrophysics è la collaborazione internazionale Event Horizon Telescope (Eht), la stessa autrice della ‍celebre foto ⁢e alla quale l’Italia partecipa con Istituto Nazionale di ‌Fisica Nucleare (Infn) e Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

“Osservando il buco nero ⁣in evoluzione ‍e‌ confrontandone le osservazioni progressive, abbiamo fatto ⁢un importante passo avanti nella comprensione delle complesse ‌dinamiche che lo governano”, dice il coordinatore della ricerca Hung-Yi Pu, della⁢ National Taiwan Normal University.

L’analisi, che ⁤combina osservazioni fatte nel 2017 e nel 2018, indica che l’asse ⁤di⁤ rotazione del buco nero punta lontano ⁤dalla Terra e che il disco⁢ di ‍gas caldo che circonda M87* ‌ruota nella direzione opposta rispetto a quella del‌ buco nero. Anche la regione più luminosa dell’anello si è spostata in senso antiorario, di circa 30⁣ gradi rispetto al 2017. “Le nostre ⁤analisi suggeriscono che proprio quest’ultimo scenario, in⁢ cui il gas ruota contro la ⁢rotazione del buco nero, è quello che meglio giustifica le variazioni osservate nel corso degli ⁤anni. Questo perché il moto ‍retrogrado genera un ambiente più turbolento‍ e instabile, favorendo fluttuazioni più marcate nell’emissione⁤ luminosa dell’anello che circonda il buco nero”, rileva Mariafelicia De ‌Laurentis,​ dell’Università di Napoli Federico II ‍e dell’Infn.

La ricerca​ ha permesso inoltre di ⁣ottenere un archivio di circa ​120.000 immagini di simulazione, il triplo ⁤rispetto‍ a quelle utilizzate finora, e permetterà di fare nuove previsioni ⁣teoriche su alcuni dei fenomeni più misteriosi dell’universo. I ricercatori stanno ora analizzando ⁣i dati del‌ 2021‌ e 2022 per ottenere ulteriori dati sui fenomeni osservati finora e questo, conclude De Laurentis,​ permetterà di “mettere alla prova in modo⁢ più rigoroso le previsioni della relatività ‌generale in condizioni estreme di gravità”.


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