Mente
Abbiamo da tempo sospettato che la musica abbia qualità curative, ma Daniel Levitin sta ora fornendo prove rigorose che può aiutare a trattare molte condizioni, tra cui depressione, perdita della parola e Alzheimer.
La maggior parte di noi sa già che la musica può avere un effetto profondo sulla mente e sul corpo. Considera la sensazione di potere quando indossi delle cuffie e vai a correre, il senso di nostalgia che provi ascoltando la tua canzone preferita dell’infanzia o la gioia di cantare in macchina – la musica ci muove, letteralmente e figurativamente. Può renderci felici quando siamo tristi, tristi quando siamo felici, così come farci ballare, ridere e rilassarci.
Ma cosa succederebbe se potesse fare di più – se la musica avesse il potere di guarirci davvero? Nel suo nuovo libro I Heard There Was a Secret Chord: Music as medicine, il neuroscienziato Daniel Levitin spiega perché crede che possa farlo.
L’idea che la musica sia una medicina non è nuova – ci sono prove che sciamani e guaritori in culture di tutto il mondo hanno usato la musica, specialmente il tamburellare, per curare le persone per migliaia di anni.
Solo negli ultimi decenni, tuttavia, la scienza ha offerto una base razionale per la musica come meccanismo di guarigione, dimostrando che ha un impatto diretto e misurabile sul nostro sistema nervoso.
I progressi nella neuroimaging uniti a esperimenti più rigorosi che attingono alla teoria musicale, alla psicologia cognitiva e alla fisiologia suggeriscono che la musica può essere utile per aiutare in tutto, dal morbo di Parkinson all’Alzheimer e alla depressione.
Levitin ha parlato con New Scientist di questi benefici per la salute e di come la musica potrebbe essere aggiunta al nostro kit medico.